Nero profondo in stampa: come costruire un buon rich black

Grandi campiture nere che in stampa appaiono grigiastre o macchiate: è un problema comune. Il nero profondo in stampa si risolve con un rich black: un nero costruito con più inchiostri invece che con il solo nero. Così ottieni un nero pieno e uniforme, dall’aspetto pregiato.

Nero profondo in stampa: come costruire un bel rich black

Il nero non è sempre nero

Il nero puro è 100% K (l’inchiostro nero). Per il testo piccolo è perfetto. Ma sulle grandi campiture il nero puro appare presto spento. Mettendo sotto ciano, magenta e giallo nasce un nero più profondo e più ricco.

Un rich black sicuro

  • Grandi campiture: per esempio C60 M40 Y40 K100 per un nero profondo.
  • Testo piccolo: sempre solo 100% K, per evitare l’effetto sfocato.
  • Senza esagerare: mantieni la copertura totale di inchiostro sotto il 300% circa per evitare lo scaricamento.

Perché conta

Consegna il file in CMYK e usa il rich black in modo mirato dove conta davvero. Nel nostro controllo file guardiamo anche la copertura totale di inchiostro e ti avvisiamo se una campitura riceve troppo inchiostro per la carta scelta.

Quando scegliere il nero profondo?

Un buon rich black fa la differenza tra un risultato amatoriale e uno professionale, soprattutto su copertine, sfondi e campiture nere a piena pagina. In un libro fotografico con pagine scure o in una copertina dal design essenziale è quasi indispensabile.

Sul testo corrente non devi pensarci: resta semplicemente al 100% K. Si tratta solo delle grandi campiture in cui conta la profondità. Trovi altro sulla costruzione del colore presso l’International Color Consortium.

Perché il testo corrente non va messo in nero profondo

Il nero profondo è pensato per le grandi campiture, non per le lettere. Non appena un testo è costruito con quattro inchiostri, quelle quattro passate devono cadere esattamente una sull’altra. In un testo corrente da 9 o 10 punti uno scarto di un decimo di millimetro si vede subito: le lettere prendono un bordo colorato e appaiono sfocate. Componi quindi il testo corrente sempre in nero 100% e in nient’altro.

Per titoli in corpo grande, loghi e parole isolate su fondo colorato puoi derogare. Lì la costruzione non si nota e la profondità vale più del rischio. Nel dubbio tieni il limite intorno ai 24 punti.

Il nero profondo e la scelta della carta

Quanto inchiostro regge una pagina dipende dalla carta. La carta naturale assorbe l’inchiostro e sopporta meno copertura totale; la patinata trattiene l’inchiostro in superficie e ne regge di più. Resta quindi sotto la copertura totale adatta alla tua carta, altrimenti l’inchiostro resta umido e si scarica sulla pagina successiva.

Le grandi campiture nere sono comunque delicate: ogni piega, ogni dito e ogni graffio si nota su una superficie scura uniforme. Se scegli una copertina completamente nera, valuta la plastificazione opaca e metti in conto che il libro va trattato con più cura. Trovi altro nel nostro articolo sulle finiture di pregio.

Anche il tipo di carta determina quanto profondo appare il nero. Su carta lucida o silk un rich black risulta più pieno e profondo, perché l’inchiostro penetra meno. Su carta naturale (opaca, ruvida) l’inchiostro affonda un po’, e il nero sembra meno intenso. Tienilo presente in un libro con molte zone scure.

Non sai come verrà il tuo nero profondo sulla carta scelta? Chiedi una prova di stampa. Soprattutto con una copertina che ha una grande campitura nera vuoi sapere in anticipo che sarà uniforme e profonda, non grigiastra o macchiata.

Domande frequenti sul nero profondo in stampa

Qual è la differenza tra nero puro e rich black?

Il nero puro è 100% K (solo inchiostro nero). Il rich black aggiunge ciano, magenta e giallo per un risultato più pieno e profondo sulle grandi campiture.

Quali valori uso per il rich black?

Una miscela sicura è C60 M40 Y40 K100, con una copertura totale di inchiostro sotto il 300%.

Devo mettere anche il testo in rich black?

No. Il testo piccolo va in 100% K, altrimenti compaiono problemi di registro che rendono le lettere sfocate.